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Mese: aprile 2014

aggiornare una distro oppure sostituirla.

Quando si decide di passare da una distribuzione Linux all’altra, com’è possibile effettuare un’installazione da zero senza però sovrascrivere i file personali e le impostazioni conservate nella directory /home?

Per semplicità, ipotizziamo di partire da una situazione che preveda l’utilizzo di un hard disk non contenente alcuna partizione che andrà ad ospitare l’installazione della distribuzione Linux prescelta.

All’avvio dell’installazione della distribuzione Linux, effettuando il boot del sistema dal supporto CD oppure da una chiavetta USB, verrà richiesto in che modo si desidera preparare la struttura del disco fisso. Le alternative sono essenzialmente due: nel primo caso, penserà l’installer della distribuzione Linux a creare le partizioni necessarie ed a formattarle.

Selezionando invece l’opzione Altro, si avrà la possibilità di organizzare le partizioni su disco come meglio si crede:

Dopo aver selezionato il disco fisso (/dev/sda) si dovrà fare clic su Nuova tabella partizioni, per poi scegliere Spazio libero ed iniziare ad aggiungere le partizioni che utilizzerà la distribuzione Linux in corso d’installazione.

Calcolando la capacità del disco fisso, bisognerà creare una partizione primaria specificando una dimensione che sia un po´ inferiore alla metà del quantitativo di spazio complessivamente disponibile:

Come file system, ove possibile, si può scegliere ext4 con journaling mentre come punto di mount bisognerà selezionare /.

Come passo seguente, bisognerà selezionare di nuovo lo spazio libero e cliccare ancora su Aggiungi:

Questa volta si aggiungerà una seconda partizione specificando sempre ext4 con journaling mentre come punto di mount ma avendo cura di indicare /home come punto di mount.
Il trucco è tutto qui: creando una nuova partizione con punto di mount /home, la directory personale, i propri file e le impostazioni saranno conservati in una partiziona a sé stante, separata da quella che accoglierà il sistema operativo.

Le dimensioni della partizione dovranno essere tali da ottenere poi una terza ed ultima partizione di capienza pari all’incirca a quella della memoria RAM installata sulla macchina.
Tale partizione, in fase di creazione, dovrà essere indicata come area di swap (menù a tendina punto di mount).

Si dovrebbe ottenere una configurazione simile a quella seguente:

A questo punto si potrà avviare l’installazione della distribuzione.

Cambiare distribuzione Linux

Quando si deciderà di cambiare la distribuzione Linux, si potrà avviare normalmente la sua installazione dal supporto CD o dalla chiavetta USB di boot quindi cliccare su Altro e cancellare la prima partizione, contenente sistema operativo ed applicazioni.
La partizione /home dovrà essere lasciata intatta (anzi, se ne consiglia comunque il backup del contenuto prima di procedere).

Durante l’installazione della nuova distribuzione, tuttavia, è importante assicurarsi di specificare lo stesso nome utente e la stessa password scelti in precedenza.

L’unico problema è che si dovrà provvedere a reinstallare tutte le varie applicazioni anche se queste non dovranno essere configurate dal momento che le impostazioni saranno rimaste inalterate nella partizione d’appoggio creata precedentemente.
È importante tuttavia tenere presente che le impostazioni di sistema memorizzate nella partizione /home potrebbero causare qualche comportamento anomalo nel passaggio tra distribuzioni Linux molto differenti tra loro.

Al momento dell’installazione della nuova distribuzione Linux, bisognerà selezionare Altro, eliminare e ricreare la partizione principale che ospita il sistema operativo (richiedendone la formattazione).
Per quanto riguarda la partizione contenente i dati, bisognerà accertarsi che rechi nuovamente /home come punto di mount.
Bisognerà insomma tornare ad ottenere una situazione simile a quella originaria (vedere l’immagine che segue):

Per la partizione /home, ovviamente, non dovrà essere richiesta alcuna formattazione, pena la perdita dei dati personali in essa conservati (suggeriamo comunque la creazione di una copia di backup del contenuto di questa partizione prima di procedere).

fonte

http://www.ilsoftware.it


Wasteland 2, arriva il supporto a Linux

Con un nuovo update alla sua beta, Wasteland 2 è stato ora aperto anche agli utenti Linux. Ad annunciarlo sono stati i ragazzi di inXile Entertainment, che nello scorso febbraio avevano già aperto il gioco ai possessori di computer Apple Mac.
Oltre al supporto a Linux, l’aggiornamento ha visto anche l’aggiunta di una nuova area sulla mappa, di una nuova schermata di vendita e di altri quattrocento cambiamenti minori.
“Con l’implementazione di questi maggiori sistemi, Wasteland 2 si trova nelle fasi finali del suo sviluppo” ha precisato inXile, che ha anche voluto sottolineare che i contenuti presenti ora come ora in questa release early access rappresentano circa il 40% del gioco completo.

Per vedere nel dettaglio tutti gli aspetti del gioco che sono stati modificati dall’ultimo aggiornamento, vi rimandiamo al link in calce, che presenta il changelog completo.

Data di uscita: 14 dicembre 2013 (Early Access)
fonte
http://www.spaziogames.it/

Panda Cloud Systems Management disponibile anche per Linux

Nuove funzionalità per Panda Cloud Systems Management (PCSM), la soluzione di gestione e monitoraggio remoti sviluppata per aiutare le aziende ad amministrare, controllare e supportare ogni tipologia di dispositivo dentro e fuori la rete aziendale.
Con la nuova versione di Panda Cloud Systems Management è possibile accedere anche alla funzione di registro delle attività. Tutte le azioni realizzate sui computer degli utenti vengono registrate in un report, in modo tale da poter cercare, filtrare ed esportare ogni tipo di informazione. Questo fornisce una visibilità completa e dettagliata dell’attività di rete, in modo tale che gli amministratori possano verificare in qualsiasi momento quali azioni siano state effettuate dagli utente e in quale momento.
Le nuove funzionalità incorporate in Panda Cloud Systems Management includono anche la gestione delle stampanti via SNMP, che consente agli amministratori IT di configurare controlli e avvisi relativi allo stato delle stampanti, al consumo di toner e all’utilizzo della carta.
Il nuovo PCSM aggiunge supporto per Linux, per rispondere alle necessità di aziende dotate di sistemi operativi e piattaforme multipli e aiutare così gli amministratori IT a gestire ogni tipologia di dispositivo (Windows, Mac, iOS, Android e appunto Linux). Questa funzione è disponibile per i sistemi Ubuntu e Red Hat e include l’inventario hardware e software. Inoltre, la soluzione supporta l’accesso remoto in rete attraverso una linea di comandi e include utility avanzate come Shell, Restart, Shutdown, File Transfer, Quick Jobs e Wake on LAN.
fonte http://www.channelcity.it/

Linux Ubuntu sarà una “capra affidabile” fino al 2019

A 10 anni esatti dalla prima release di Ubuntu (2004), la Canonical Ltd rilascia Trusty Tahr, versione 14.04 del secondo sistema operativo open source più diffuso al mondo (il primo è Mint, comunque basato su Ubuntu), con molte novità e già disponibile per il download. I mesi di ottobre e aprile sono da sempre mesi di attesa, per tutti gli amanti del pinguino targato Ubuntu. Tradizionalmente ogni sei mesi, infatti, il sistema operativo dell’imprenditore sudafricano Mark Shuttleworth viene aggiornato, prendendo come numero di versione l’anno e il mese di rilascio – così l’ultima release è la 14.04 – ed un soprannome, che di volta in volta è associato ad un animale con un aggettivo: da oggi la “capra affidabile” prende il posto del “bassarisco impaziente”. La versione 14.04 è una cosiddetta LTS (long term support), versione rilasciata con cadenza biennale sulla la quale la Canonical garantisce un supporto gratuito della durata di 5 anni. Ubuntu è una “distro” open source basata su Debian. L’intero sistema operativo, nonché ogni singolo programma, sono completamente gratuiti e possono essere copiati, modificati e ridistribuiti da chiunque. La parola d’ordine di questa release è efficienza. Un Os facile da gestire (l’installazione è ormai quasi automatica) e un’alternativa affidabile ad alcuni dei sistemi Microsoft più diffusi, prossimi alla fine del loro ciclo di vita: Xp (supporto terminato totalmente l’8 aprile 2014), Vista (supporto per utenza generale terminato nel 2012) e Windows 7 (supporto per utenza generale che terminerà il 13 gennaio 2015). Ormai affermato da anni come eccellente alternativa ai sistemi Unix o Microsoft per un utilizzo “server”, in passato Linux ha avuto qualche difficoltà ad imporsi come valida alternativa ai sistemi operativi “desktop”, rivolti ad un’utenza generica. Un grande balzo in avanti è avvenuto proprio con l’introduzione di Ubuntu, progettato appositamente per interfacciarsi in maniera semplice con l’utente, tanto che oggi lo troviamo ampiamente diffuso in aziende, governi, nel settore dell’educazione e tra gli utenti domestici. Alcuni esempi? Ubuntu desktop viene utilizzato dalla Polizia francese che rimpiazza XP su 70 mila desktop, dal distretto scolastico di Penn Manor in Pennsylvania, con i suoi 5200 studenti, dal governo dell’Uttar Pradesh, dall’università di Delhi e dal governo indiano con una riduzione dei costi del 40%.  Nel Regno Unito la CESG, che garantisce la sicurezza delle comunicazioni dei dipartimenti del governo, ha dichiarato che Ubuntu è il più sicuro fra gli 11 sistemi operativi testati. Un esempio? La cifratura completa dell’hard disk e il programma AppArmor che impedisce ai programmi l’accesso a certi files. Scendendo più nel dettaglio, scopriamo che questa versione di Ubuntu monta il kernel 3.13.9, anziché il più recente 3.14. Quest’ultimo, infatti, è stato rilasciato troppo di recente (30 marzo 2014) per poterlo inserire “in corsa” nel ciclo di sviluppo del sistema e testarne adeguatamente la compatibilità con l’hardware oggi presente sul mercato. L’UI – user interface – è Unity 8: interfaccia che non piace a tutti gli utenti desktop; molti erano abituati al menu a tendina con categorie (es. Ufficio, sviluppo, sistema, Internet, audio, grafica etc…). Lo stesso Linus Torvalds, inventore del kernel linux, ha detto che l’abbandono del classico aspetto (con le icone sul desktop) in favore del concetto di attività, è stato una perdita di funzionalità per il sistema. Ma gli utenti Linux sanno che i Window manager sono tanti (Gnome, Kde, Lxde, Xfce, enlightenment, Mate, etc… ) e questo aspetto può essere affrontato da ciascuno con soluzioni alternative alla portata di tutti. Ubuntu è ottimizzato per le più recenti novità hardware come i touchscreen e garantisce interoperabilità tra formati dei file Windows. Il sistema Linux Ubuntu può essere installato anche su alcuni smartphones e tablet e conta un vasto assortimento di apps. In questa giornata viene varato anche il nuovo sistema in cinese chiamato Ubuntu Kylin, che – nella sua prima versione – in 6 mesi era stato scaricato da 2 milioni e mezzo di utenti.

fonti rainews.it


Nvidia G-Sync potrebbe arrivare su Linux

Secondo quanto scoperto da un lettore del sito PhoronixNvidia G-Sync potrebbe essere presto compatibile anche con il sistema operativo Linux.

L’indiscrezione arriva dagli ultimi driver pubblicati dall’azienda americana, nei quali si leggerebbero alcune linee di codice che si riferiscono proprio al sistema di sincronizzazione della frequenza video.

Nvidia G-Sync è un chip da inserire nei monitor che utilizza un refresh video variabile con l’intento di porre fine all’effetto tearing sullo schermo, come spiegato in questo articolo di Digital Foundry.

Nvidia, dunque, sembra essere sempre più interessata all’ambiente Linux, anche dal punto di vista gaming.

 

fonte Eurogamer.it


Videogiochi più veloci su Linux con Mantle, una chimera?

La tecnologia Mantle di AMD potrebbe non arrivare su Linux e SteamOS. A pochi giorni di distanza dall’annuncio di Civilization: Beyond Earth e del supporto a questa API di AMD in molti si sono chiesti se il nuovo gioco potrebbe essere il titolo adatto a sdoganare Mantle anche su sistemi operativi open source, ma per ora la situazione è ancora nebulosa.

Mantle è un’API che a differenza delle attuali versioni di OpenGL e DirectX agisce a bassissimo livello, permettendo di sfruttare al meglio la scheda video e il processore dei computer, ottenendo migliori prestazioni. Recentemente abbiamo analizzato l’API con un test su Thief, il gioco stealth pubblicato da Squre Enix, notando interessanti miglioramenti prestazionali: “AMD Mantle vs. DirectX, prestazioni con Thief a confronto“.

Mantle è il futuro dei giochi per AMD, ma per ora non ci sono programmi per il mondo open source

AMD ha infatti confermato alla GDC 2014 di essere ancora al lavoro per valutare la fattibilità di Mantle su Linux e a quanto pare sembra che la questione sia legata alle risorse ingegneristiche. L’azienda non ha infatti nemmeno cominciato a compilare codici per i driver Mantle.

Un’ulteriore dell’assenza di questa tecnologia di AMD su Linux arriva da Michael Marks, direttore dello sviluppo di Aspyr Media, una società specializzata nei porting di giochi Windows su Mac, con all’attivo diversi titoli della saga di Civilization.

Marks, come riportato da Phoronix, ha spiegato su Twitter che non ci sarà supporto a Mantle su OS X e nemmeno su SteamOS, quindi su Linux. Tuttavia lo sviluppatore ha rassicurato gli appassionati spiegando che AMD lavorerà per far sì che Beyond Earth funzioni senza problemi su Linux.


Linux e Windows xp rianimano i vecchi pc

Red Hat permette alle aziende di disporre di maggior flessibilità per quanto concerne la realizzazione di cloud ibridi. L’evoluzione della sua offerta si inserisce nel contesto di Red Hat Cloud Access, una proposta di tipo bring-your-own-subscription resa disponibile da alcuni Cloud Provider certificati da Red Hat che consente ai clienti di spostare le loro sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux dall’on-premise al cloud pubblico.

Con l’annuncio, Google diviene il secondo Red Hat Certified Cloud Provider a guadagnarsi la designazione di partner Red Hat Cloud Access-enabled.

La piattaforma Linux di Red Hat

Red Hat Cloud Access permette di mantenere una relazione diretta con Red Hat – compresa la capacità di ricevere IL supporto dall’organizzazione Global Support Services – su Google Compute Engine, in modo da mantenere un livello di servizio e supporto coerente su tutte le infrastrutture certificate con un costo determinabile.

Lanciato nel 2009, il programma Red Hat Certified Cloud Provider assembla le soluzioni necessarie ai cloud provider per pianificare, realizzare, gestire e offrire soluzioni cloud hosted e tecnologie Red Hat.

La designazione Red Hat Certified Cloud Provider viene assegnata ai partner a seguito di una rigorosa validazione. Ogni provider soddisfa requisiti di certificazione e test per dimostrare di essere in grado di fornire un ambiente sicuro, scalabile, supportato e coerente per le implementazioni cloud aziendali.

 


Unreal Engine 4.1: aggiornamento per supportare Linux

‘Unreal Engine 4 si aggiorna per supportare Linux e SteamOS, la distribuzione del sistema operativo open-source usata da Valve per le Steam Machine. La notizia arriva da un post di Epic Games sul sito ufficiale del celebre motore grafico.

Mike Fricker, direttore tecnico di Epic, e Ray Davis, direttore generale del progetto Unreal Engine, hanno discusso dell’update 4.1 su Twitch, anticipando che l’aggiornamento renderà disponibile gratuitamente Elemental, l’intrigante demo mostrata diversi mesi fa.

Unreal Engine 4 – PR
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Unreal Engine 4 - PR 1Unreal Engine 4 - PR 2Unreal Engine 4 - PR 3Unreal Engine 4 - PR 4Unreal Engine 4 - PR 5Unreal Engine 4 - PR 6Unreal Engine 4 - PR 7Unreal Engine 4 - PR 8Unreal Engine 4 - PR 9Unreal Engine 4 - PR 10

Secondo Epic Elemental corrisponderà al sistema di base del motore, in modo da rendere più l’uso degli asset nei vari progetti degli sviluppatori. L’aggiornamento sarà disponibile entro il mese di aprile. Per ulteriori informazioni potete consultare il blog ufficiale dell’Unreal Engine.


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