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Monthly Archives: ottobre 2014

Il creatore di Android lascia GOOGLE

Android, sistema operativo per dispositivi mobili sviluppato da Google, sulla base del kernel Linux, perde il suo creatore. Dopo 9 anni di “militanza” in Google, infatti, Andy Rubin lascia il colosso di Mountain View per fondare una società incubatrice di start-up legate al mondo dell’hardware.

Rubin è divenuto famoso per essere stato il co-fondatore della società alla base Android. 

A confermare le dimissioni è stato Larry Page, il CEO del motore di ricerca, che ha ringraziato Rubin per il lavoro svolto all’interno dell’azienda e per aver «creato qualcosa di davvero incredibile» con Android, che si è affermato negli anni come il sistema operativo mobile più diffuso al mondo.

A sostituire Rubin alla direzione del dipartimento di robotica di Big G sarà James Kuffner, ricercatore e professore presso la Carnegie Mellon University.

http://www.chiccheinformatiche.com/


Linux, sistema operativo di facile usabilità, ma di difficile gestione

Linux è estremamente variabile, ma siamo sicuri che sia per tutti?

Prima di iniziare bisogna precisare che per quanto riguarda la manutenzione (talvolta anche ordinaria) nessun Sistema Operativo è esattamente alla portata degli utenti alle base; basta infatti fare un giro su forum dedicati per rendersene conto. Sotto questo punto di vista la differenza principale tra Windows e Linux è la modalità con la quale viene offerta “assistenza“: infatti da un lato c’è l’assistenza su Windows quasi tutta incentrata sull’interfaccia grafica e quindi più amichevole, dall’altro c’è quella di Linux incentrata sul terminale e sui comandi che pur risultando meno amichevole in realtà è più diretta e funzionale.
Neo importante è la difficoltà di installare alcuni driver. Infatti i produttori forniscono procedure d’installazione guidate per gli utenti Windows, ma non offrono gli stessi strumenti agli utenti Linux creando situazioni di disagio e difficoltà nell’installazione delle periferiche.
Va però precisato che il Kernel Linux riconosce automaticamente buona parte delle periferiche hardware che quindi risultano perfettamente funzionanti già alla prima connessione (out of the box) ed inoltre offre procedure d’installazione semplificata per alcune classi di driver (es. schede grafiche).
Un consiglio importante da dare a chi si avvicina al mondo Linux è di fare un attimo attenzione al grado di supporto per l’hardware che si sta per acquistare; una breve ricerca sul web è sufficiente a fugare ogni dubbio, stessa cosa va fatta per l’hardware già in nostro possesso prima della migrazione.

L’usabilità invece è la stessa?

La risposta è si, ma sono sistemi diversi e quindi ognuno ha la sua curva d’apprendimento.
Lo stesso discorso può essere rivolto alla stessa famiglia di sistemi operativi; infatti il passaggio da Windows 7 a Windows 8 non è stato indolore, così come non l’ho è il passaggio da Windows a MacOS.
Questa prima fase richiede due doti fondamentali: apertura mentale e pazienza. Chiunque non abbia queste qualità fallirà la propria migrazione, qualunque sia il sistema di partenza e quello d’arrivo.

Gli altri, dopo un adeguato periodo di adattamento dell’ordine di poche settimane, noteranno che essenzialmente non esistono grosse differenze nell’utilizzo del sistema da parte degli utenti finali.
Anche per quanto riguarda i più popolari programmi sono liberamente disponibili su entrambi i sistemi, mentre per gli altri sono disponibili valide alternative o è possibile integrare in Linux alcune librerie per poter permettere l’esecuzione di alcuni programmi nativi per Windows.
Elemento importantissimo per iniziare è la possibilità di ricorrere alla documentazione (wiki e blog) e il supporto (forum) della comunità.

http://medicinaopensource.blogspot.it/


LUBUNTU: DISPONIBILE LA ISO CON LXQT

LXQt
Lo sviluppo di LXQt sta portando l’interesse da parte di molti utenti e sviluppatori compreso anche i developer Lubuntu i quali però hanno deciso (per ora) di rimanere fedeli a LXDE. LXQt attualmente è ambiente desktop ancora in fase di sviluppo che include ancora diversi bug da risolvere oltre altre migliorie da includere.
Attualmente è possibile installare e testare LXQt in Lubuntu grazie ai PPA Lubuntu-dev, inoltre da pochi giorni è disponibile anche la nuova ISO con inclusa la versione in fase di sviluppo del nuovo ambiente desktop basato su Qt.

Ad annunciarlo è lo sviluppatore Julien Lavergne con una recente mailing list, indicando che la nuova ISO di Lubuntu 14.10 Utopic Unicorn con LXQt è stata creata principalmente per testare il nuovo ambiente desktop e potrebbe include anche diversi bug ancora da risolvere.
Con Lubuntu LXQt si allargano le versioni di Ubuntu con ambiente desktop in fase di sviluppo, dopo la ISO con Unity 8 e Mir e Plasma 5, per gli utenti e sviluppatori è possibile testare anche il nuovo ambiente desktop basato su Qt.

In questa pagina troverete la ISO di Lubuntu 14.10 Utopic Unicorn con LXQt.

via lffl.org

Humble Bundle ha facilitato il porting di oltre 100 giochi su Linux

Humble Bundle non solo permette di acquistare giochi indie a prezzi convenienti, devolvendo inoltre parte del ricavato in beneficienza, ma ha anche facilitato il porting di oltre 100 titoli su Linux.

Parte delle entrate che arrivano dalla vendita dei vari Bundle vengono infatti destinate al porting su Linux di giochi che ancora non supportano questa piattaforma, come riportaVG247.

“Prima di includere un gioco in un Humble Indie Bundle facciamo alcune considerazioni: è un titolo multi-piattaforma? È DRM-free? Se un gioco non ha ancora questi requisiti ma può trarre vantaggio da un aiuto esterno, arriviamo e lo rendiamo possibile”, si legge in un recente post.

“Humble Dumble lavora con numerosi sviluppatori che si occupano di porting per aiutare a far uscire i giochi su Mac, Linux, Android e ora anche su web con asm.js. La maggior parte dei giochi di cui facilitiamo il porting sono creati da sviluppatori indipendenti che potrebbero non avere le risorse necessarie ad occuparsene autonomamente”.

Il blog aggiunge infine che i giocatori su Linux pagano in media 1 dollaro in più rispetto agli utenti Mac e 2,6 dollari in più rispetto agli utenti Windows.

 


Windows 10 copia Linux, installazioni da riga di comando

Tra le novità di Windows 10 c’è anche una riga di comando più potente e versatile, che per molti aspetti ricorda quella presente nelle varie distribuzioni Linux (e parzialmente in OS X). Con la nuova versione del sistema operativo infatti arriva il packet manager “OneGet”; con esso si potrà installare un programma da pacchetto digitando un comando “alla vecchia maniera”.

La novità rientra negli sforzi di Microsoft mirati a restituire centralità al desktop. Con OneGet trovare e installare nuovi programmi sarà molto semplice – almeno per chi è abituato a questi sistemi: basterà digitare comandi come “Find-Package VLC” o “Install-Package Firefox”.

A lungo termine potrebbe essere questa la strada per aggiungere le applicazioni desktop dentro il Windows Store, come si è speculato più volte. Entro l’anno prossimo, magari, potremo semplicemente aprire la riga di comando e scrivere Install-Packege Photoshop, oppure Update-Package Windows 10.

Sarebbe una gran comodità per chi ama queste cose, e resterebbe nascosta per tutti gli altri. In ogni caso con OneGet Windows 10 insegue Linux e diventa più potente. Di pari passo si rischia di mandare in pensione quel vecchio pregiudizio secondo cui “su Linux devi fare tutto da linea di comando”. Non è vero da un pezzo, ma qualcuno ne è ancora convinto: lo diranno anche di Windows 10?

via http://www.tomshw.it/

Ci sono tutte le funzioni a cui sono abituati i più esperti e che spaventano un po’ i meno smaliziati. Ed è una sorpresa piuttosto inaspettata, perché dopotutto l’introduzione di questo strumento non è di quelli che vanno in favore dell’usabilità. Non dopo anni di installer grafici in cui non dobbiamo far altro che cliccare due o tre volte su “avanti” senza tante preoccupazioni.

D’altra parte non è uno strumento per l’utente generico. OneGet è utilizzabile solo tramite Windows PowerShell, una funzione usata da amministratori di sistema e utenti molto esperti con bisogni specifici. OneGet però è ancora in via di sviluppo, e Sebastian Anthony su ExtremeTech si lascia andare a un’ipotesi interessante: Microsoft potrebbe un giorno creare API per OneGet e cambiare profondamente il modo in cui installiamo e gestiamo le applicazioni del nostro computer.

 


CALCOLARE IL CODICE FISCALE DA DESKTOP

Vi presentiamo una semplice applicazione per calcolare e stampare il Codice Fiscale direttamente dal nostro desktop.

 

Codice Fiscale in Ubuntu
Il Italia il codice fiscale è un codice alfanumerico di 16 caratteri cheidentifica in modo univoco i cittadini. Di norma il codice fiscale viene rilasciato ad ogni cittadino italiano attraverso un tessera magnetica, è incluso anche nella nuova tessera sanitaria inoltre è possibile calcolarlo anche attraverso vari siti online. Per gli utenti o aziende che molto spesso devono calcolare il codice fiscale è disponibile anche una nuova applicazione per Linux e Microsoft Windows con la quale potremo effettuare questa operazione direttamente dal desktop senza utilizzare alcun servizio online.

Codice Fiscale è un software, open source con interfaccia grafica Qt, sviluppato da CodeLinSoft che ci consente di calcolare e stampare facilmente il codice fiscale dal nostro pc. Attraverso una semplice ed intuitiva interfaccia grafica, basterà inserire il nome e cognome, sesso e data e luogo di nascita per calcolare velocemente il codice fiscale, al termine potremo copiarlo e salvarlo in documenti, file di testo ecc oppure stamparlo con tanto di anteprima di stampa.

Codice Fiscale in Ubuntu - Stampa

Codice Fiscale attualmente viene rilasciato da CodeLinSoft nella versione per Microsoft Windows oppure per Linux tramite codice sorgente oppure con pacchetti rpm per openSUSE, possiamo installare il software in Arch Linux attraverso AUR.

Per Debian, Ubuntu e derivate possiamo compilare facilmente Codice Fiscaleattraverso i sorgenti del software. Per prima cosa installiamo alcune dipendenze necessarie per la compilazione del software digitando da terminale:

sudo apt-get install build-essential qt4-qmake libqt4-dev

ora possiamo scaricare e compilare Codice Fiscale 

http://www.codelinsoft.it/sito/download/categoria-linux/CodiceFiscale/codice-fiscale-debianubuntu-32bit.raw
oppure a 64 bit 
http://www.codelinsoft.it/sito/download/categoria-linux/CodiceFiscale/codice-fiscale-debianubuntu-64bit.raw

e avremo Codice Fiscale avviato.

via lffl.org

GOOGLE PRESENTA INBOX, L’EMAIL DIVENTA SMART

Google ha ufficialmente presentato il nuovo Inbox, nuovo servizio che trasforma l’email in un’assistente personale organizzando al meglio i nostri messaggi.

 

Google Inbox
Gmail è attualmente uno dei servizi di webmail più utilizzati al mondo, il successo è dovuto soprattutto all’affidabilità oltre all’integrazione di numerose ed utili funzionalità. I tecnici Google hanno deciso di rendere Gmail ancora più completa e funzionale grazie al nuovo Inbox, nuovo servizio presentato proprio nei giorni scorsi. Google Inbox è una versione “avanzata” di Gmail in grado di aiutare gli utenti ad organizzare al meglio le proprie email, mettendole in evidenza conforme le nostre preferenze.

Inbox fornirà un’esperienza utente tutta nuova a Gmail, dando priorità alle email più importanti per l’utente, in caso che queste contengano allegati come immagini e video avremo un’anteprima e non una semplice icona, stando a Google il nuovo servizio andrà ad interagire anche con i contenuti delle nostre email, esempio se riceviamo un’email su dettagli di un viaggio automaticamente il servizio andrà a controllare eventuali ritardi dei voli, traffico ecc.
Se riceviamoo un’email con i dettagli della spedizione  di un pacco, Inbox va a controllare dove si trova il pacco indicandoci la posizione in tempo reale.

Google Inbox

Stando a Google, il servizio andrà ad analizzare tutte le nostre email per gestirne la priorità, esempio controllerà quali email avviamo e quali no, in maniera tale da fornirci sempre le email preferite ecc.
Da notare che Inbox non ha niente a che vedere con le attuali schede Promozioni, Social, Aggiornamenti ecc attualmente disponibili in Gmail, è un servizio a parte che potremo utilizzare sia da web che da mobile tramite app dedicata.

Ecco un video che ci descrive il nuovo Google Inbox:

Google Inbox è attualmente disponibile solo tramite invito, per richiederlo basta inviare un’email a [email protected] attualmente non conosciamo quando sarà disponibile per tutti.

http://www.lffl.org/

Ubuntu 14.10, la distribuzione che ha cambiato Linux compie dieci anni

DALLO scorso giovedì è disponibile Ubuntu 14.10, la ventunesima declinazione di Linux partorita dai laboratori di Canonical. È anche la versione che segna il decimo anno di vita di questo progetto nato, per usare le parole di Mark Shuttleworth, il suo creatore, per correggere il “bug” numero uno del settore dell’informatica: il monopolio di Microsoft nel mercato.

Dieci anni di Ubuntu. Quando nacque, nell’ottobre 2004, Ubuntu aveva come obiettivo la creazione di una distribuzione Linux indirizzata agli utenti di tutti i giorni. La stessa parola scelta come nome del progetto  –  un’antica parola africana che significa “umanità verso altri”  –  serviva ad identificare il proposito di “portare il software libero nel mercato di massa: ai vostri nonni, ai vostri nipoti e ai vostri amici”. Ubuntu fu una ventata di aria fresca nel panorama piuttosto grigio del Linux di quei tempi: l’installazione era semplice, i software selezionati erano quelli giusti, le funzionalità a misura di utente. Con il passare del tempo Ubuntu è diventata sempre più elegante, ha introdotto nuove interfacce e il supporto all’hardware è diventato sempre più efficiente, e già dal 2008 permetteva, senza nessun intervento esperto, di far coesistere un sistema Windows accanto ad un sistema Linux sullo stesso computer.

Ubuntu 14.10, la distribuzione che ha cambiato Linux compie dieci anni

Distribuzione popolare. Ubuntu, secondo i dati comunicati da Canonical al sito d’informazione tecnologica Ars Technica, è ora utilizzata da 25 milioni di utenti in tutto il mondo e detiene il 90 per cento del mercato Linux. Presto sbarcherà sui dispositivi post-Pc: Ubuntu Touch, la versione per smartphone e tablet presentata lo scorso ottobre, è pronta e i primi telefoni dovrebbero essere messi in vendita dalla cinese Meizu in tempo per i regali di Natale. Stesso successo sul cloud: il 60 per cento delle installazioni Linux del più popolare servizio di infrastrutture cloud (Amazon) sono marchiate Ubuntu. Da semplice distribuzione per desktop, Ubuntu è oggi diventato un vero e proprio ecosistema open source e, almeno sul cloud, in diretta concorrenza con Microsoft, Google e Apple.

Le novità. La versione 14.10, sempre gratuita e sempre disponibile in edizione per desktop o in edizione per server e cloud, si pone sulla stessa strada. I miglioramenti per gli utenti desktop sono concentrati soprattutto sul miglioramento della stabilità del sistema e sulla sua sicurezza, con tutti i software aggiornati alle ultime versioni disponibili. Gli sviluppatori potranno beneficiare del nuovo Developer Tools Centre, un software in grado di creare con pochi clic un ambiente di programmazione completo di tool e servizi (funziona solo per Android, al momento). Profondi miglioramenti invece nella piattaforma Cloud, che si conferma una delle più complete disponibili sul mercato.

Ubuntu 14.10, la distribuzione che ha cambiato Linux compie dieci anni

Ubuntu nel panorama dell’open source. Sebbene non introduca decisive novità, questa versione del decennale, nome di sviluppo “unicorno utopista”, sta a dimostrare come il progetto iniziale di un Linux per gli “esseri umani” non era solo felice utopia. Oggi il bug numero uno è stato corretto, e in parte anche grazie ad Ubuntu: prima gli smartphone e poi i software che sono alla base delle principali infrastrutture Cloud hanno decretato il successo del modello del software libero. Android, pur nelle contraddizioni imposte da Google, è il software più presente su piattaforme mobile e Ubuntu vanta oltre la metà delle installazioni di OpenStack, il diffuso cloud computing open source. Linux e Windows non sono più mondi lontani tanto che solo alcuni giorni fa il CEO di Microsoft ha potuto dichiarare, senza suscitare troppo clamore, che “Microsoft ama Linux”. Più software libero e gratuito a disposizione di tutti significa accelerare l’innovazione, abilitare le tecnologie non solo a una piccola parte del mondo e, come disse una volta il “grande filosofo” del software libero Richard Stallman, “favorire la libertà di collaborare con gli altri che è importante per avere una buona società in cui vivere”. Ubuntu, in questo processo, non ha avuto una ruolo di secondo piano.

via http://www.repubblica.it/

VIDEO – UBUNTU TOUCH 14.10 IN NEXUS 5

Vi presentiamo un’interessante recensione riguardante lo sviluppo di Ubuntu Touch 14.10 Utopic in Nexus 5.
Video - Ubuntu Touch 14.10 in Nexus 5
Mancano ormai pochi mesi all’attivo nel mercato dei primi smartphone con Ubuntu Touchm nuova versione del sistema operativo che troveremo presto di default anche nella versione desktop. Ubuntu Touch è un sistema operativo mobile open source sviluppato da Canonical per fornire una nuova esperienza utente basata principalmente sulle gesture con tante nuove features e applicazioni open source. Lo sviluppo di Ubuntu Touch sta rendendo il sistema operativo mobile sempre più stabile e completo anche se dovremo aspettare ancora diverso tempo prima di poter considerare questo nuovo progetto una valida alternativa ad Android, Windows Phone o Apple iOS.

Grazie alla segnalazione del nostro lettore Mauro vi vogliamo presentare un’interessante recensione effettuata da un utente italiano “GiveMeTutorial” il quale ha installato la versione in fase di sviluppo di Ubuntu Touch 14.10 in uno smartphone Google / LG Nexus 5.

Come potremo notare dal video, Ubuntu Touch risulta ancora incompleto, con diversi bug ancora da risolvere e problemi vari (riguardanti soprattutto la reattività e performance). E’ giusto però ricordare che stiamo parlando di unsistema operativo mobile  ancora in fase di sviluppo, la Rom inoltre è di terze parti e non rilasciata da Canonical (attualmente lo sviluppo di Ubuntu Touch è concentrato su smartphone Nexus 4 e tablet Nexus 7).

Ricordo inoltre che la versione “Stabile” di Ubuntu Touch arriverà ad aprile 2016con il rilascio di Ubuntu 16.04 LTS, per installare Ubuntu Touch in device Nexus consiglio di consultare questa nostra guida dedicata.


TESTARE ANDROID 5.0 IN UBUNTU E ALTRE DISTRIBUZIONI LINUX

In questa guida vedremo come poter testare Android 5.0 Lollipop in Linux grazie ad Android SDK, ecco come fare.
Android SDK - 5.0 Lollipop
Nei giorni scorsi Google ha ufficialmente presentato il nuovoAndroid 5.0 Lollipop, nuova versione del famoso sistema operativo mobile che troveremo già preinstallata nei nuovi Nexus 6, 9 e Player.
Android 5.0 Lollipop porta con se moltissime novità a partire dalla nuova interfaccia grafica Material Design e altre migliorie (per maggiori informazioni). Possiamo già testare in anteprima il nuovo Android 5.0 Lollipop sul nostro pcgrazie ad Android SDK, piattaforma di sviluppo creata da Google che include già la nuova versione del sistema operativo mobile.

Attraverso Android SDK è possibile avviare all’interno del nostro sistema operativo la nuova versione 5.0 Lollipop e versioni precedenti, operazione che ci consentirà di poter “toccare con mano” la nuova UI Material Design e altre novità del nuovo sistema operativo mobile.

Tengo a precisare che Android 5.0 Lollipop verrà “emulato” nel nostro pc, la velocità e reattività del sistema operativo mobile dipenderà molto anche dal nostro hardware.

Per poter testare Android 5.0 in Ubuntu e altre distribuzioni Linux dovremo per prima cosa installare Java, per Debian, Ubuntu e derivate basta digitare:

sudo apt-get install openjdk-7-jre

A questo punto possiamo scaricare Android SDK per Linux direttamente dallapagina ufficiale del progetto.
Una volta scaricato ed estratto il file zip basta spostare la cartella adt-bundle-linux-x86_64-ecc nella home e rinominiamola in adt-bundle-linux digitiamo da terminale:

cd
cd ~/adt-bundle-linux/sdk/tools/
chmod +x android 
./android

si aprirà Android SDK, dopo alcuni secondi avremo l’elenco dei pacchetti / aggiornamenti disponibili, selezioniamo Android SDK Tools e poi sotto Android 5.0 la voce Android X86 Atom e clicchiamo su Installa.

Una volta installato il tutto dovremo creare un Dispositivo Virtuale per farlo andiamo in menu -> Manager AVD si aprirà una nuova finestra, clicchiamo in Create non ci resta che dare un nome AVD e poi scegliamo il dispositivo da emulare (esempio Nexus 5), in Target scegliamo Android 5.0 nella voce Skin scegliamo la risoluzione e poi quanta RAM e Storage fornire al dispositivo.
Salviamo il tutto, non ci resta che cliccare su Start e avremo Android 5.0 Lollipop avviato.


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